sabato 7 aprile 2018



Domenica 15 aprile, h 18

TEATRO DELLE SELVE

Diario di uno stravagante

vita di Pietro Ceretti

Di Franco Acquaviva 
Con Franco Acquaviva
Musica dal vivo: M° Massimo Fiocchi Malaspina
Assistente alla regia: Anna Olivero 
“Sono nato nel giorno di San Bartholomeo, il quale ricorre nell’agosto, mese delle febbri nei luoghi malsani, delle mosche e della stanchezza universale. Essendo nato in questo mese, pare che la slombataggine generale contribuisse qualche poco al mio futuro temperamento. 
Parlando di me un poco spregiudicatamente, dirò che più tardi fui e sono uno stravagante”. 
Pietro Ceretti preferì la selvatichezza alla civiltà, e fu un strana figura di filosofo: dotato di una vitalità fisica che lo portò in gioventù a vagabondare a piedi per il mondo, scrisse molti volumi: satire, favole filosofiche, poesie, grullerie poetiche. Oggi è pressoché dimenticato, ma forse ha ancora qualcosa di importante da dirci… 



mercoledì 21 marzo 2018

Quintetto



Venerdi 6 aprile, h 21
TIDA THEATRE DANSE/ MARCO CHENEVIER
Quintetto
di e con: Marco Chenevier
produzione: TIDA - Théâtre Danse
con il sostegno di: MiBACT – Ministero Beni e Attività Culturali / Regione Valle d'Aosta - 

Spettacolo vincitore del Be Festival - Birmingham 2015
Secondo premio del pubblico al MESS Festival – Sarajevo 2015
Primo premio per la danza contemporanea al Sarajevo Winter festival – 2013
Secondo classificato al Next Generation festival - Padova 2013
Spettacolo inserito nella “Top 10 Comedy 2016” del quotidiano inglese “The Guardian”


Il 5, nell’esoterismo, è il numero che simboleggia la vita universale, l’individualità umana, la volontà, l’intelligenza, l’ispirazione e il genio. 
Simboleggia anche l’evoluzione verticale, il movimento progressivo ascendente. 
Per l’esoterismo il “5” è il numero dell’uomo come punto mediano tra terra e cielo, e indica che l’ascensione verso una condizione superiore è possibile. 
Esso contiene la sintesi dei cinque sensi, il numero delle dita di un uomo, è la base decimale matematica, è il numero del pentacolo ed il numero della stella a cinque punte. Si tratta di una cifra dell’uomo, a cui gli uomini hanno attribuito significati trascendentali fin dalla notte dei tempi. 
Già. Ma oggi c’è la crisi, bisogna tagliare.  
Il risultato è uno spettacolo ironico e dissacrante che coinvolge il pubblico.

mercoledì 14 marzo 2018

Cucinar ramingo




Venerdi 16 febbraio, h 21
Cucinar ramingo
Teatro cucina vagante

di e con Giancarlo Bloise
Testi di Giuliano Scabia, G. Bloise, Maurizio Meschia

Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche 2012

« Sovrappongo e alterno alle azioni pratiche della cucina il racconto di viaggi, compiuto attraversando la mitologia greca, e le regole della cucina ebraica. Mi muovo nelle pieghe della scrittura di Giuliano Scabia, della mia e di quella di Maurizio Meschia », afferma l’artista.Tra melodie che spaziano da Vivaldi a Jimi Hendrix, mentre il pollo è in cottura, annaffiato dal vino e arricchito da spezie il cui aroma fluttua nell’aria, si giunge alle cozze e al riso sibarita ravvivato dallo zafferano che lo colora e lo profuma. Infine, pane e crema desertica: hummus. Tutti per hummus, hummus per tutti. Dal niente, in una scena scarna e pulita, in pochi minuti tutto è imbandito, pronto, apparecchiato ad accogliere e sentire, assaggiare e consumare.

Talentuoso è il «cuoco» attore Giancarlo Bloise che appronta uno spettacolo piccolo, gioioso, in controtendenza, armonico, nel quale, tra eleganti oggetti scenici inventati dallo stesso attore tutti in legno, mescendo, rosolando, cucinando due piatti, racconta con lievità da giocoliere in Cucinar ramingo - In capo al mondo su testi di Giuliano Scabia e di Bloise stesso 
Magda Poli, Corriere della Sera

Un cenno a parte merita infine Giancarlo Bloise, cuoco-attore che in Cucinar ramingo disquisisce su cibi e bevande degli dei, cuocendo veri manicaretti su fornelli che paiono strumenti musicali.                                                                                                 Renato Palazzi, Il Sole 24 Ore

Cucinar Ramingo... è raccomandato a quanti, nello spettacolo dal vivo, amano l’appello ai sensi. Che non sono banalmente cinque ma, in corpi sapienti di spettatore, tendono all’infinito. Dice Bloise alla fine: “ i più coraggiosi potranno degustare ciò che la loro mente vorrà immaginare”. Buon appetito.
Roberto Canziani, Hystrio