giovedì 11 ottobre 2018


TULLIO SOLENGHI SI METTE ALLA PROVA CON “IL DECAMERON” DI BOCCACCIO
Si apre il 19 ottobre la SESTA edizione della stagione di teatro contemporaneo d’arte VADO A TEATRO! al TEATRO DEGLI SCALPELLINI di San Maurizio d'Opaglio.
La stagione è sostenuta da: Fondazione Piemonte dal Vivo-Ministero per i Beni e le Attività Culturali-Regione Piemonte, Istituzione Museo del Rubinetto, comune di San Maurizio d’Opaglio.
In collaborazione con la rassegna Concentrica e con ANA sezione Cusio-Omegna.

Si comincia il 19 ottobre con un attore molto noto come Tullio Solenghi che, con Decameron. Un racconto italiano in tempo di peste, mette in scena, con la regia di Sergio Maifredi e la produzione del Teatro Pubblico Ligure, un’operazione di intrigante avvicinamento alla sensibilità contemporanea del capostipite della narrativa italiana.  

«Boccaccio è dinamite pura: è stato il primo grande femminista. Le sue donne sono semplici, profonde, popolari e nobili allo stesso tempo. Al contrario degli uomini che, già allora, combinavano sempre dei pasticci», chiosa l’attore genovese.

Lo spettacolo è andato in scena nel 2015 in una prima versione al Teatro Politeama di Genova e negli anni successivi ha collezionato oltre cento repliche in tutta Italia, toccando Veneto, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise e altre regioni. Il Decameron è stato affrontato da Sergio Maifredi in collaborazione con lo scrittore Gian Luca Favetto e con la consulenza letteraria di Maurizio Fiorilla, ricevendo il patrocinio dell’Ente Nazionale Boccaccio.
“È un testo senza tempo perché Boccaccio è stato un genio non solo per il contenuto dell’opera, ma anche perché ha saputo produrla in un momento buio per la storia di Firenze» continua Solenghi «siamo nel 1300, la peste ha sterminato 30 mila persone in una città da 80 mila abitanti. Proprio quando la morte sembra vincere su tutto, Boccaccio fa uscire una raccolta di novelle piene di vita e calore».
Lo scrittore fiorentino ha il merito di aver elaborato il primo grande progetto narrativo della letteratura occidentale, inserendo i cento racconti in un libro organico capace di rappresentare la varietà e complessità del mondo. «I protagonisti non sono re o principi, ma popolani, fra luci e ombre» conclude Solenghi «è un testo “proletario” capace di abbracciare tutta la bellezza e la tragedia dell’umanità»
Biglietti a 15 euro, acquistabili su Vivaticket.


Il 19 ottobre sarà possibile anche acquistare gli abbonamenti (8 spettacoli al prezzo di 48 euro) e i biglietti per tutti gli altri spettacoli della stagione.
INFORMAZIONI: info@teatrodelleselve.it, 339 6616179

sabato 7 aprile 2018



Domenica 15 aprile, h 18

TEATRO DELLE SELVE

Diario di uno stravagante

vita di Pietro Ceretti

Di Franco Acquaviva 
Con Franco Acquaviva
Musica dal vivo: M° Massimo Fiocchi Malaspina
Assistente alla regia: Anna Olivero 
“Sono nato nel giorno di San Bartholomeo, il quale ricorre nell’agosto, mese delle febbri nei luoghi malsani, delle mosche e della stanchezza universale. Essendo nato in questo mese, pare che la slombataggine generale contribuisse qualche poco al mio futuro temperamento. 
Parlando di me un poco spregiudicatamente, dirò che più tardi fui e sono uno stravagante”. 
Pietro Ceretti preferì la selvatichezza alla civiltà, e fu un strana figura di filosofo: dotato di una vitalità fisica che lo portò in gioventù a vagabondare a piedi per il mondo, scrisse molti volumi: satire, favole filosofiche, poesie, grullerie poetiche. Oggi è pressoché dimenticato, ma forse ha ancora qualcosa di importante da dirci… 



mercoledì 21 marzo 2018

Quintetto



Venerdi 6 aprile, h 21
TIDA THEATRE DANSE/ MARCO CHENEVIER
Quintetto
di e con: Marco Chenevier
produzione: TIDA - Théâtre Danse
con il sostegno di: MiBACT – Ministero Beni e Attività Culturali / Regione Valle d'Aosta - 

Spettacolo vincitore del Be Festival - Birmingham 2015
Secondo premio del pubblico al MESS Festival – Sarajevo 2015
Primo premio per la danza contemporanea al Sarajevo Winter festival – 2013
Secondo classificato al Next Generation festival - Padova 2013
Spettacolo inserito nella “Top 10 Comedy 2016” del quotidiano inglese “The Guardian”


Il 5, nell’esoterismo, è il numero che simboleggia la vita universale, l’individualità umana, la volontà, l’intelligenza, l’ispirazione e il genio. 
Simboleggia anche l’evoluzione verticale, il movimento progressivo ascendente. 
Per l’esoterismo il “5” è il numero dell’uomo come punto mediano tra terra e cielo, e indica che l’ascensione verso una condizione superiore è possibile. 
Esso contiene la sintesi dei cinque sensi, il numero delle dita di un uomo, è la base decimale matematica, è il numero del pentacolo ed il numero della stella a cinque punte. Si tratta di una cifra dell’uomo, a cui gli uomini hanno attribuito significati trascendentali fin dalla notte dei tempi. 
Già. Ma oggi c’è la crisi, bisogna tagliare.  
Il risultato è uno spettacolo ironico e dissacrante che coinvolge il pubblico.

mercoledì 14 marzo 2018

Cucinar ramingo




Venerdi 16 febbraio, h 21
Cucinar ramingo
Teatro cucina vagante

di e con Giancarlo Bloise
Testi di Giuliano Scabia, G. Bloise, Maurizio Meschia

Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche 2012

« Sovrappongo e alterno alle azioni pratiche della cucina il racconto di viaggi, compiuto attraversando la mitologia greca, e le regole della cucina ebraica. Mi muovo nelle pieghe della scrittura di Giuliano Scabia, della mia e di quella di Maurizio Meschia », afferma l’artista.Tra melodie che spaziano da Vivaldi a Jimi Hendrix, mentre il pollo è in cottura, annaffiato dal vino e arricchito da spezie il cui aroma fluttua nell’aria, si giunge alle cozze e al riso sibarita ravvivato dallo zafferano che lo colora e lo profuma. Infine, pane e crema desertica: hummus. Tutti per hummus, hummus per tutti. Dal niente, in una scena scarna e pulita, in pochi minuti tutto è imbandito, pronto, apparecchiato ad accogliere e sentire, assaggiare e consumare.

Talentuoso è il «cuoco» attore Giancarlo Bloise che appronta uno spettacolo piccolo, gioioso, in controtendenza, armonico, nel quale, tra eleganti oggetti scenici inventati dallo stesso attore tutti in legno, mescendo, rosolando, cucinando due piatti, racconta con lievità da giocoliere in Cucinar ramingo - In capo al mondo su testi di Giuliano Scabia e di Bloise stesso 
Magda Poli, Corriere della Sera

Un cenno a parte merita infine Giancarlo Bloise, cuoco-attore che in Cucinar ramingo disquisisce su cibi e bevande degli dei, cuocendo veri manicaretti su fornelli che paiono strumenti musicali.                                                                                                 Renato Palazzi, Il Sole 24 Ore

Cucinar Ramingo... è raccomandato a quanti, nello spettacolo dal vivo, amano l’appello ai sensi. Che non sono banalmente cinque ma, in corpi sapienti di spettatore, tendono all’infinito. Dice Bloise alla fine: “ i più coraggiosi potranno degustare ciò che la loro mente vorrà immaginare”. Buon appetito.
Roberto Canziani, Hystrio

sabato 10 marzo 2018

Gonzago’s rose




Sabato 10 marzo, h 21
Gonzago’s rose
Ideazione e interpretazione: Federica Tardito e Aldo Rendina
Teatro-danza

ideato e interpretato da Federica Tardito e Aldo Rendina
musiche di Kocani Orkestra‚ Sergej Prokofiev‚ Ibrahim Ferrer‚ Gino D’Auri‚ Lola Beltran  
progetto luci Sandro Carnino
grazie all’occhio complice e amico di Giorgio Rossi
e alla presenza di Doriana Crema
produzione compagnia tardito/rendina
con il sostegno dell’Associazione Sosta Palmizi/MiBAC

Un uomo sicuro‚ duro come la sua sedia‚ hombre pasionado che confonde l’Amor con la violensa‚ una donna offesa‚ prostrata‚ bagnata insieme alle sue rose‚ mujer desiderosa che subisce la violensa per un toco de Amor‚ vivono insieme  da "100 anni" allevando rose. Incalzati da incubi travestiti da sogni e poesie annacquate‚ condividono una sola realtà: ballare i vecchi ricordi in abiti stanchi.

Una danza ironica e la tempo stesso passionale che lascia spazio al grande sentimento dell’amore e al sogno di ognuno di noi: quello di innamorarsi ascoltando vecchie canzoni e porgendo un fiore all’amata, magari una rosa rossa.
La Gazzetta di Parma

Tra vasche galleggianti, rose usate senza esclusione di spine, abiti stanchi e gag esilaranti, si dipana la storia di Gonzago e Rosalia, che colpisce lo spettaore per la sua forte carica ironica, sviluppando al contempo un crescendo drammatico di grande effetto.
Il Corriere dell’Umbria

Ironia, sensualità giocosa, tenerezza tragicomica, unite ad una tecnica impeccabile, condiscono uno spettacolo che vuole sondare le relazioni tra uomo e donna, e l’incomunicabilità di coppia, attraverso una strategia infallibile e originale: far sorridere mentre si riflette, puntare l’attenzione su un problema reale camuffandolo quasi fosse un gioco di poca importanza. 
La Nazione

lunedì 19 febbraio 2018

Allegro cantabile



Sabato 24 febbraio, h 21
Faber Teater
Allegro cantabile

con Marco Andorno, Francesco Micca, Lodovico Bordignon, Paola Bordignon, Sebastiano Amadio, Lucia Giordano.
Regia e drammaturgia: Aldo Pasquero, Giuseppe Morrone
Direzione musicale: Antonella Talamonti


“Buonasera. Questa sera non parliamo, cantiamo solo. Voi ascoltate e...” Così comincia Allegro Cantabile con un messaggio affidato alle parole scritte. Da anni come gruppo, “giochiamo” e sperimentiamo con la voce, con il canto e i repertori dall’Italia e dal mondo. La ricerca sull’attore musicale, possiamo dire, è cuore del nostro percorso artistico degli ultimi 10 anni.
Si parte dalla tradizione della musica popolare italiana, da canti che vengono da Piemonte, Veneto, Lazio, Campania, Abruzzo... per andare altrove.
Piano visivo e uditivo si mescolano in un gioco di cui poco alla volta gli spettatori diventano complici. E così è possibile “vedere” la polifonia e “ascoltare” il movimento.

mercoledì 31 gennaio 2018

Open



Venerdi 2 febbraio, h 21
Open
dall’autobiografia di André Agassi

di e con: Mattia Fabris
alla chitarra elettrica: Massimo Betti

“Quando ho cominciato a leggere Open di Agassi mai e poi mai avrei pensato che avrebbe potuto appassionarmi la biografia di un campione di tennis, sport che non ho mai praticato e quindi mai capito fino in fondo. Sono rimasto folgorato. Open contiene tutti gli elementi di una vicenda avvincente, che tiene incollato il lettore fin dalle prime pagine.
Agassi non è un tennista qualunque. È stato il numero 1 al mondo. Ma… Agassi odia il tennis.
Attraverso questo incredibile conflitto, Open racconta la storia non solo di un campione, ma anche quella di un uomo che, mentre diventa inesorabilmente uno dei tennisti migliori di tutti i tempi, cerca di rispondere alla domanda: “chi sono io?”, con la quale ogni
uomo, più volte nel corso della vita, si trova a fare i conti.
Così Open diventa storia universale, epica, commovente, ricca di suspense, appassionante”.                           
Mattia Fabris

mercoledì 17 gennaio 2018

Primi passi sulla luna Divagazioni provvisorie per uno spettacolo postumo



Sabato 20 gennaio 2018, h 21
Andrea Cosentino
Primi passi sulla luna
Divagazioni provvisorie per uno spettacolo postumo

Indicazioni di regia: Andrea Virgilio Franceschi
Collaborazione artistica: Valentina Giacchetti 
Disegno luci: Dario Aggioli

In collaborazione con la rassegna Concentrica

“Dice che la notte del 20 luglio del ’69 in tutto il mondo interplanetario non c’è stato un furto, un omicidio, una rapina, uno scappellotto. Erano tutti li davanti a Neil Armstrong…”.
Contro la sete di realtà, l’ossessione per le storie vere, i fatti di cronaca e i reality show, Cosentino ci conduce in un viaggio surreale, esilarante e struggente, portato avanti al tempo imperfetto, che è il tempo dei giochi e dei sogni, e che si dissolve al presente.

Il lavoro di Andrea Cosentino inquadra immagini del futuro ormai passate, prendendo spunto dal quarantennale del primo allunaggio, passando per il centenario del manifesto futurista, il cinquantenario della creazione della prima Barbie e i dieci anni dalla morte di Stanley Kubrick.  

Lo sbarco sulla luna dà il la a una schiera di improbabili personaggi per discettare di sosia viterbesi di Armstrong e torri gemelle, monoliti, alieni e spiritualità, scimmie, tapiri e licantropi. 
Ma l’allunaggio della notte del 20 luglio del ’69 è anche l’evento mediatico attraverso il quale misurare l’inattingibilità del reale in un’epoca la cui verità coincide con il suo darsi in rappresentazione.

giovedì 23 novembre 2017

La lettera


Venerdi 1 dicembre, h 21
La lettera

Di e con: Paolo Nani
Regia: Nullo Facchini

Uno spettacolo che ha girato il mondo. L'hanno visto in Groenlandia e in Giappone, in Argentina e in Spagna, in Norvegia e in Italia. Oltre 1200 repliche per questo piccolo, perfetto meccanismo che continua a stupire, anche dopo averlo visto decine di volte, per la sua capacità di tenere avvinto il pubblico alle sorprendenti trasformazioni di un formidabile artista.

Paolo Nani, solo sul palco con un tavolo e una valigia di oggetti, riesce a dar vita a 15 micro storie, tutte contenenti la medesima trama ma interpretate ogni volta da una persona diversa. Perché non si smette mai di ridere per tutta la durata dello spettacolo? vien fatto di chiedersi. La risposta sta nella incredibile precisione, dedizione, studio e serietà di un artista che è considerato a livello internazionale uno dei maestri indiscussi del teatro fisico.

Il tema de “La lettera” è liberamente ispirato al libro dello scrittore francese Raymond Queneau "Esercizi di Stile".

martedì 21 novembre 2017

Galois di Paolo Giordano


Mercoledi 22 novembre, h 21
Galois
di Paolo Giordano
interpretazione e regia: Fabrizio Falco
produzione Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale

Èvariste Galois (1811 – 1832) è una figura romantica e tragica al tempo stesso, che ricorda più il temperamento di un grande poeta piuttosto che quello di un uomo di scienza. Il suo lavoro ha posto le basi per la teoria che porta il suo nome, la teoria di Galois appunto, un’importante branca dell’algebra astratta.
Romanticismo e affari si contendono la fine di Évariste Galois, morto in un duello la notte successiva al giorno in cui riuscì a mettere su carta il nucleo di quella che divenne la sua omonima teoria matematica.
Lo scrittore Paolo Giordano, Premio Strega per La solitudine dei numeri primi, celebra la figura di Galois mescolando realtà e leggenda, e consegnandoci, attraverso la forma di una lettera, un monologo-confessione di grande intensità. Ne viene fuori il ritratto di un meraviglioso personaggio dai tratti irruenti e passionali.
In scena è l’attore siciliano Fabrizio Falco. Apprezzato sul grande schermo nel film di Daniele Ciprì È stato il figlio e ne La bella addormentata di Marco Bellocchio, vanta anche una lunga militanza teatrale.

giovedì 9 novembre 2017

THORPE-GASSMANN Confirmation




Venerdi 10 novembre, h 21.00
THORPE-GASSMANN
Confirmation

di Chris Thorpe
traduzione e regia di Jacopo Gassmann
con Nicola Pannelli
luci Gianni Staropoli
produzione Centro cult. mobilità delle arti / Corrado Russo


Confirmation è un testo sulle barriere attraverso le quali non riusciamo a parlare, sul rigetto impulsivo del punto di vista contrario al nostro e sui meccanismi che ci portano a scegliere soltanto ciò che conferma le nostre ragioni. Attingendo da alcuni studi intorno al tema del “pregiudizio di conferma”, l'autore tenta di instaurare un “dignitoso” dialogo, reale e immaginario, con l'estremismo politico. Per cercare di capire come costruiamo le nostre convinzioni e come mai,
partendo da un comune punto di partenza, finiamo per ritrovarci così distanti gli uni dagli altri.
Un'intuizione concettuale che, alla luce dei recenti stravolgimenti politici, della tendenza sistemica alla post-verità, acquista una potenza  ancora più decisiva.

Vincitore del Edinburgh Fringe First – 2014

Chris Thorpe, giovane autore britannico pluripremiato, selezionato nel 2017 come Jerwood New Playwright dal Royal Court Theatre di Londra. 

Jacopo Gassmann
Si laurea (Bachelor of Arts) in regia cinematografica alla New York University e, in seguito, consegue un Master of the Arts in regia teatrale alla Royal Academy of Dramatic Arts di Londra. Nel 2005 ha curato e firmato la regia teatrale dello spettacolo Il minore ovvero preferirei di no con Roberto Herlitzka, sulla vita e l'opera di Ennio Flaiano

Tra il 2010 e il 2012 vive a Londra, dove dirige lo spettacolo Nocturnal di Juan Mayorga e collabora come consulente di drammaturgia contemporanea presso il Soho Theatre.


Jacopo Gassman, traduttore e regista di questa mise en espace, organizza una dinamica dello sguardo e dell’attenzione costante. La furia nazista, l’olocausto, il fanatismo militante di Anders Breivik: è denso il tessuto drammaturgico di Thorpe.
(La Repubblica)

Confirmation è un oggetto raro e prezioso: un testo che ci mette in guardia dal nostro uso selettivo dell’evidenza 
(The Guardian)

martedì 27 maggio 2014

UNA STAGIONE CHE SE NE VA, IN FESTA


Gli spettatori fedeli che senza indugio hanno assistito all'ultimo spettacolo della stagione VADO A TEATRO! Grandi testi, società, fiabe, territorio non sono stati delusi. A chiudere un anno di teatro sul palco del Teatro degli Scalpellini sono state due giovani artiste della compagnia Teatro Orfeo di Torino, che energicamente, hanno parlato al pubblico di Edith Piaf e Marlene Dietrich. La danza ha fatto da padrona, consentendo a chi fosse a digiuno di questo genere contemporaneo, di godere di una performance a tratti provocatoria, a tratti lirica e sentimentale. Valentina Gallo e Bianca Morsiani hanno interpretato due donne di fama internazionale esplorandone l'interiorità e confrontando la loro vita sempre sotto i riflettori con i dolori e i sentimenti personali nascosti. A fare da sfondo ai dialoghi tra le due donne, alla danza e al canto, è stato un occhio immobile e quasi cieco, forse coperto dalla patina del tempo, dai dispiaceri della vita, esteriore e interiore. Un occhio che ha toccato la profondità dell'animo della Piaf, osservandone la vera natura, fino alla morte. Lo spettacolo ha tenuto gli spettatori incollati alla poltrona. Alcuni di essi erano presenti, il 10 giugno scorso, quando San Maurizio ha accolto la compagnia romena Teatrul Act con uno spettacolo in anteprima nazionale in collaborazione con il Festival delle Colline Torinesi. Da lì si è dato inizio all'attività della Bottega Teatrale delle Selve che ha diretto il Teatro degli Scalpellini portando nel territorio cusiano l'aria teatrale regionale e non. Coda festosa della stagione sarà REBEL-OT, prima festa delle Associazioni, del Teatro amatoriale e delle Culture che si realizzerà nelle strade di San Maurizio il 31 maggio dalle 14 alle 24 con la direzione artistica di Franco Acquaviva e il coordinamento organizzativo del Teatro delle Selve e della Compagnia delle Chiacchiere. La festa unirà in una giornata le realtà associative e artistiche presenti sul territorio. Durante il pomeriggio sarà possibile curiosare tra i banchetti delle associazioni, visitare gratuitamente il Museo del Rubinetto, partecipare alla parate di maschere giganti, assistere al primo concorso di Teatro Amatoriale e dare ai più piccoli l'opportunità di divertirsi leggendo. Prossimamente tutte le novità della prossima stagione. Seguiteci....

martedì 29 aprile 2014

TRA MITI E LEGGENDE E STORIA VERA.

E' stata una serata ricca di colpi di scena quella del 12 aprile all'interno della stagione VADO A TEATRO! Grandi testi, società, fiabe, territorio. Lo spettacolo, BUON VINO, FAVOLA LUNGA del Teatro delle Selve ha colorato di il Teatro degli Scalpellini di un rosso vivace e frizzante come il vino e le storie che ha evocato. Un grande attore e due donne, Pinuccia e Maria, si sono scontrati a suon di parole, modi di dire,ricette gastronomiche e rielaborazione di storie popolari, tutto inquadrato nella cornice di una fantomatica prova in teatro in cui il grande attore confonde continuamente il piano della scena con quello della realtà.
Le donne sono scaltre, simpatiche, intervengono dal loro posto in platea e vengono trascinate, a loro insaputa, nella storia raccontata dal grande attore. Dall'essenzialità scenografica dell'apertura, si passa ad una scena più familiare, con l'allestimento di una tavola con calici in cui Maria vorrebbe offrire un bicchiere di vino a tutto il pubblico e Pinuccia elenca le prelibatezze culinarie tramandate dalla sua famiglia. Nonostante faccia irruzione la morte sul finale, le due donne riescono a uscirne indenni: un bicchiere di vino tira l'altro e così la zia Berta - riconoscibilissima lontana parente di Pinuccia - riesce a difendere Maria e anche se stessa, sottraendosi alla falce e alla lista della nera signora! I miti e leggende si chiudono qui, al Teatro degli Scalpellini, per lasciare spazio alla storia contemporanea. Giovedì 24 e venerdì 25 aprile il teatro ha ricordato l'Anniversario della Liberazione dell'Italia dall'occupazione nazista e dal ventennio fascista nel 69° anno della ricorrenza. Il programma teatrale ha visto sul palcoscenico La Finestra Sul Lago di San Maurizio d'Opaglio che ha dato voce a figure molto diverse che hanno vissuto a loro modo quel 25 aprile.
Il 24 aprile, invece, insieme ad ANPI Basso Cusio, ARCI di Boleto e Ass.ne Pro Niger, si è realizzata una serata di testimonianze narrate e raccontate dal vivo. Alla presenza della staffetta partigiana Wanda Canna e al gruppo Noi Cantastorie di Crusinallo sono stati evocati i momenti salienti della Resistenza e le emozioni della gente comune.
La stagione VADO A TEATRO! Grandi testi, società, fiabe, territorio aspetta il suo pubblico per l'ultimo appuntamento, sabato 10 maggio alle 21.00 con DEEP Dietrich/Piaf Teatro e Danza dell'Associazione Teatrale Orfeo di Torino.
Biglietto: Intero € 7 Ridotto € 5 
Promozione speciale cinquina: per gruppi organizzati di 5 persone, biglietto per persona ridotto a € 5



mercoledì 2 aprile 2014

STORIE D'ACQUA DOLCE

“Con le mani posso finalmente bere”… L’esordio di Storie d’Acqua dolce con Franco Acquaviva trasmette, sin dall’inizio, allo spettatore la familiarità dell’argomento e ne stuzzica la curiosità.
Storie legate all'elemento essenziale per la vita sono state narrate in palcoscenico domenica 30 marzo dal Teatro delle Selve nella stagione VADO A TEATRO! Grandi testi, società, fiabe, territorio di cui ha firmato la direzione artistica. Grazie alla collaborazione con il Museo del Rubinetto di San Maurizio d’Opaglio, il regista ha cucito tra loro aneddoti e dati statistici creando una trama del tutto divertente. Storie d’acqua dolce non è ancora una produzione completa, ma ha le caratteristiche affinché lo possa diventare.

Il Professore deve registrare la sua conferenza: al pubblico parlerà dell’Acqua, ma ancora non sa che titolo dare alla lezione e si concentra sul funzionamento

del suo mini registratore e sul contenuto. Non ha iniziato da molto la “prova” ed ecco che appare un uditore simpatico e originale che lo accompagna durante tutto il tempo della registrazione. Cesare, il desocializzato delle terme di Caracalla, integra le conoscenze scientifiche del professore, con l’esperienza vissuta sul campo. Cesare vive alle terme e di storie ne ha da raccontare! Il professore parla del rubinetto, e di quanto la sua invenzione abbia rivoluzionato le abitudini delle persone; punta l’accento più volte sull’uso scorretto delle bottiglie di plastica e ribalta la visione di Cesare sul consumo dell’acqua corrente. Il rapporto tra i due subisce una parabola ascendente: dapprima il professore si innervosisce sugli interventi di Cesare, perché lo distrae, gli fa perdere il filo del discorso e gli ruba minuti preziosi; il barbone romano si impone quale personaggio popolare e ingenuo a tratti. Dal professore scaturisce la passione per la l’argomento trattato e per il suo lavoro. Man mano che lo scambio di battute tra i due aumenta, cresce la fiducia del professore nel suo interlocutore. Sul finale c’è un avvicinamento tra i due: Cesare aveva portato con sé una lettera ricevuta lo stesso giorno, non ancora letta. La comunicazione, emanata direttamente dalla sovrintendenza ai Beni Culturali, impone a Cesare di non stazionare più presso il perimetro delle terme, con sgombero immediato. Lo scarto di registro tra il linguaggio popolare di Cesare e quello burocratico della sovrintendenza è lo stesso che esiste tra lui e il professore. Il professore supera le differenza decidendo di lasciare la sua registrazione e aiutare Cesare a risolvere la questione.

venerdì 14 marzo 2014

IN VIAGGIO CON GULLIVER


Il viaggio è quello della vita. Il viaggio è quello di una vacanza. Il viaggio è una continua ricerca di sè. Tante sfumature dietro un significante che anche in VADO A TEATRO! Grandi testi, società, fiabe, territorio si colorerà con la fantasia sommando nuovi significati. Domenica 16 marzo alle 16 non solo i bambini, ma anche gli adulti, partiranno con Gulliver verso Lilliput; cercheranno di stare in equilibrio su Laputa, l'isola volante e incontreranno strani uomini e animali originali. Il romanzo I Viaggi di Gulliver - proposto a teatro dalla compagnia Faber Teater- è un'allegoria della società settecentesca inglese e francese inserito nel contesto nel quale il suo autore, Jonathan Swift, lo scrisse. Lo spettacolo inserito nell'abbonamento Teatro per Ragazzi racconterà una storia fantastica a tutti: i bambini ne tratterranno la parte innocente e avventurosa, gli adulti, disincantati, ne coglieranno la satira? Siete tutti attesi al Teatro degli Scalpellini e se vi organizzate in gruppi di cinque favorirete della Promozione Speciale Cinquina, avendo diritto ciascuno a un biglietto ridotto. A seguire, merenda.

martedì 18 febbraio 2014

IL SILENZIO ELOQUENTE DELLE MARIONETTE.

In bilico tra la vita e la morte, in un'esistenza frivola impregnata di solitudine: questo è quanto hanno raccontato le marionette di Teatro Alegre, sabato 15 febbraio, al pubblico del Teatro degli Scalpellini. Un burattinaio quasi invisibile ha creato un teatro nel teatro in cui le marionette hanno vissuto, per il tempo dello spettacolo, la precarietà della vita di un uomo qualunque del nostro tempo. "A teatro si parla di vita, di morte, di amore..." Damiano Privitera e Georgina Castro Kustner, i burattinai, rispondendo a una domanda di un ragazzo del pubblico, hanno chiaramente mostrato la correlazione tra il teatro e la vita, la realtà, evocando in MARIONETTE IN CERCA DI MANIPOLAZIONE temi in cui ci si imbatte quotidianamente. La scena è stata animata da quattro personaggi: Pulcinella, La Cantante, Il Pianista e un Uomo. Inseriti di altrettante situazioni, essi hanno rappresentato il linguaggio del loro burattinaio, celebrando la sua visione della vita e della società. Pulcinella è solo nel frastuono della città: nessuno gli passa accanto, la sua panchina è la sua casa. Il suo amore per Colombella è incastonato nel legno della stessa panchina sopra il quale si siede, suona, si addormenta. La sua musica è un intermezzo tra sè e il reale intorno a sè. Sono brevi e intensi i momenti in cui la sua voce prevarica sul rumore circostante, in cui i ricordi di un tempo passato affiorano. Ma pare che per il passato non ci sia posto e che il presente non poggi sui ricordi, bensì faccia da sè.
 Il Pianista e La Cantante sembrano un duo collaudato: tra loro, però, non vi è reciprocità. L'uno vorrebbe prevaricare sull'altro: l'eccentricità della soprano e l'originalità del pianista non si incontrano in un rapporto umano sereno, ma solo in uno professionale nel quale solo uno dei due la spunterà. Il pianista uccide la cantante a colpi di pistola: è un eterno ritorno alla vita. La cantante si accascia e si rialza, sembra annientata, ma non è così. Torna alla vita nella sua forma o torna alla vita rinnovata? Questo forse non interessava al pianista che con tre colpi finali fa cadere il sipario.
Il tempo che passa è la parabola dell'uomo che gioca all'equilibrista: sul filo del circo un pò come sul filo della vita, l'uomo attraversa, non senza difficoltà, la distanza che lo separa dalla magia che lo trasformerà in un clown e che, come in una macchina del tempo, gli permetterà di attraversare i limiti della propria età ed esplorare il futuro.

lunedì 27 gennaio 2014

RACCONTI E CANTI PER NON DIMENTICARE.

"Siamo madri, siamo figli, tutti nati in libertà, ma saremo i responsabili se uno solo pagherà". Così cantava Herbert Pagani nella canzone Il Capretto, un inno alle vittime innocenti dei conflitti bellici, in cui i cuccioli di animali mandati al macello sono paragonati ai bambini che vengono ingiustamente confinati nei lager. E così ad alta voce ha cantato il pubblico degli Scalpellini in occasione del settantesimo anniversario da quel 27 gennaio in cui Auschwitz fu liberato. Il programma del teatro san mauriziese percorre i binari della storia affrontando un tema serio e impegnativo, visto però dagli occhi curiosi e creativi dei bambini. A Cavallo di uno scherzo è lo spettacolo che Progetto Zattera ha presentato sabato 25 gennaio alle 21. La stagione VADO A TEATRO! segue dunque il calendario e, in occasione del Giorno della Memoria, ha proposto una serata teatrale a metà tra la storia contemporanea e la fiaba didattica. La storia ebraica europea è stata messa in scena attraverso alcuni documenti dei bambini della Shoah. Attraverso fumetti, diari e canti lasciati dai piccoli testimoni si è ricostruito un pezzo di storia. Il pubblico è entrato metaforicamente nel ghetto di Ferrara e in quello di Varsavia, nella vita degli ebrei e delle loro sfide quotidiane, animate dai canti e dalle voci di tanti, fino alle sfide più difficili contro la barbarie nazista.